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Perché visitare Alberobello?

Alberobello con i suoi Trulli è uno dei 51 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List.
La pietra usata per le costruzioni era ricavata dalle rocce calcaree dell’altopiano delle Murge.

Alberobello è situata nella provincia di Bari nel cuore della regione Puglia, confina con i comuni di Locorotondo, Martina Franca, Fasano, Putignano, Noci, Castellana Grotte.
I più vicini areoporti sono quelli di Bari e Brindisi. In treno Alberobello è raggiungibile fino a Bari o Taranto .

I trulli sono un esempio unico di costruzione antica che sopravvive ed è utilizzata ancora oggi. La pianta del trullo è approssimativamente circolare, sulla base di roccia naturale si innesta la muratura in calce. Il tetto è composto da una cupola di lastre calcaree orizzontali posizionate in serie concentriche sempre più piccole, le cosiddette “chiancarelle”. La chiave di volta é spesso decorata con motivi di carattere esoterico, spirituale o propiziatorio.

Proprio grazie alla presenza dei trulli, Alberobello richiama numerosi turisti anche nel periodo natalizio, grazie al caratteristico Presepe Vivente realizzato in queste particolari costruzioni con la rievocazione di usi e costumi locali del XIX secolo. Tra i numerosi eventi ricorrenti vanno citati: la Festa del Ciliegio, la Mostra di Pittori e Scultori, il Festival Folkloristico internazionale “Città dei Trulli”, la Mostra Mercato dell’Artigianato Turistico e dei Prodotti Locali.

Da non perdere:
– I Trulli
– Trullo sovrano
– Trulli Siamesi
– Centro Storico
– Grotte di Castellana
– Chiesa di Sant’Antonio

Eventi:
Alberobello Lights of Christmas

Origini

Sin dall’XI secolo si ha menzione, in un Diploma di donazione da parte di Roberto Decerano al Vescovo di Monopoli, di una zona di territorio boscoso denominato « Sylva aut nemur arboris belli » (Selva o bosco dell’albero della guerra), appellativo derivato dalla memoria di un fatto d’arme o agguato di briganti.
Tale denominazione la si trova ancora in una pergamena del 1272 che lo storico Domenico Morea trovò nell’Abazia di S. Benedetto in Conversano e illustrò nella sua opera « Chartularium Cupersanensis » ed in un’altra Carta di Roberto D’Angiò, il cui regno ebbe luogo dal 1309 al 1343, con cui donava questa « Selva » al giovane Comune di Martina Franca, fondata nel 1310 dal suo antenato Filippo I, principe di Taranto.

Dal latino turris, trulla, o dal greco tholos, o dal greco-bizantino torullosa, tutti significanti Cupola, sono dei tipici edifici discesi attraverso una millenaria tradizione sino ai tempi nostri.
Essi hanno in comune con le abitazioni dei popoli primitivi la forma esterna: un cilindro sormontato da un cono, ma in tutto il resto è una costruzione originale.
I trulli sono interamente costruiti in pietra, non sono usate né malta , né legname, né altri mezzi di sostegno o di collegamento.
Primitiva è la forma, primitivi i mezzi, ma non primitiva è l’arte con cui questi mezzi semplicissimi sono potuti bastare a raggiungere una statica mirabile.
Nei trulli la forma più rozza fa contrasto con la ingegnosa soluzione di un problema di statica possibile solo ai popoli di certo né selvaggi, né primitivi.
La stereotomia, la scienza che studia le forme da dare agli elementi di una fabbrica perché questa sia salda, è scienza posteriore all’epoca di costruzione dei trulli. Ma la semplice risoluzione di un importante problema di statica fu particolarmente agevolata, nella costruzione del trullo, che è in se stesso un perfetto organismo architettonico, dalla natura geologica della zona, formata da colline aride, quasi ricoperte da un manto di roccia calcarea che si sfalda in strati di spessore diverso così da poter fornire lastre a facce parallele e lisce.

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